mamma e figlia su una barca guardano il panorama

Farsi ascoltare abbassando la voce: come funziona davvero

Tra tutte le difficoltà che i genitori di bambini piccoli condividono con me durante le consulenze e attraverso il canale Instagram, forse la più frequente è questa: “mio figlio non ascolta”.

Ripetiamo le cose mille volte, cerchiamo di spiegare, insistiamo. Poi, stanchi e spesso anche spaventati, finiamo per alzare la voce. Il bambino scoppia in lacrime o in un’esplosione di rabbia, i toni si alzano ancora di più e, alla fine, arriva il senso di colpa per aver urlato.

Se questo circolo — perché di un circolo si tratta — ti suona familiare, continua a leggere. In questo articolo trovi alcune strategie pratiche per comunicare in modo più efficace con i bambini dai 2 ai 4 anni e farti ascoltare senza urlare, rispettando i loro bisogni e i tuoi.

Raffaella Rossi

Mi presento…

Ciao,

sono Raffaella Rossi, Pedagogista Montessori e Consulente del Sonno Infantile.

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Perché finiamo per urlare (anche se sappiamo che non funziona)

Partiamo da qui, perché è un punto essenziale. Nessun genitore ama urlare e farlo ci lascia spesso addosso un senso profondo di colpa e vergogna. La spiegazione più immediata è che siamo stanchi e arriviamo al limite della pazienza. Ma per capire davvero cosa succede quando alziamo la voce, è utile andare un po’ più a fondo — spesso fino alla nostra infanzia.

Molti genitori sono cresciuti con modelli educativi autoritari, basati su punizioni, minacce, paura e senso di colpa. Modelli in cui l’autorità non si discuteva e le emozioni dei bambini non avevano spazio. Pochi di noi sono stati accompagnati a riconoscere e regolare ciò che provavano. Così, quando oggi i nostri bambini non ascoltano, nel nostro cervello si accende un campanello d’allarme: la sensazione di perdere il controllo, di dover ristabilire una posizione di predominanza e di “farci rispettare”. Il cervello emotivo prende il sopravvento e reagiamo in automatico, alzando la voce.

Se preferisci un contenuto parlato sullo stesso argomento, non perdere questo episodio del Podcast Gentile.

Strategie comunicative per farsi ascoltare dai bambini

bambina seduta a terra con gambe incrociate

La comunicazione è un processo complesso e non riguarda solo le parole che usiamo.
Contano anche il tono della voce, la postura, la distanza fisica, l’espressione del viso. Tutti questi elementi influenzano profondamente il modo in cui il messaggio arriva al bambino. Vediamo alcune strategie pratiche.

Usa meno parole: dire cosa fare aiuta più che dire cosa non fare

Uno degli errori più comuni è parlare troppo. Il cervello di un bambino piccolo è costantemente impegnato ad apprendere nuove informazioni e nuove abilità. Tra i 2 e i 4 anni il desiderio di esplorare è fortissimo, mentre l’autocontrollo e il pensiero logico sono ancora in via di sviluppo.

Per questo, lunghi discorsi, rimproveri o spiegazioni complesse raramente funzionano. Per aiutare tuo figlio ad ascoltare, prova a:

  • usare poche parole
  • dire esattamente cosa ti aspetti
  • concentrarti su ciò che può fare, non solo su ciò che non va fatto

Frasi chiare e brevi sono molto più efficaci di rimproveri o spiegoni che finiscono per confonderlo.

Abbassa la voce: perché urlare fa smettere i bambini di ascoltare

Alzare la voce non è solo poco rispettoso ma anche controproducente. È vero che otteniamo l’attenzione del bambino, ma non l’ascolto. Il suo cervello, emotivamente immaturo, si focalizza sul tono e sulle emozioni che trasmettiamo, non sul contenuto del messaggio. In quel momento il bambino entra in modalità difensiva: paura, frustrazione e rabbia prendono il sopravvento e la capacità di ascoltare si blocca.

Più il tuo tono è calmo, basso e fermo, più è probabile che tuo figlio riesca davvero ad ascoltare e a comprendere quello che gli stai chiedendo.

Avvicinati al bambino: contatto visivo e presenza fanno la differenza

Questa è una strategia che utilizzo quotidianamente anche in classe e che funziona moltissimo. Quando vedi tuo figlio fare qualcosa che non dovrebbe, invece di parlare da lontano:

  • avvicinati con calma
  • abbassati alla sua altezza
  • crea contatto visivo
  • prendi delicatamente le sue mani

Solo dopo, comunica quello che vuoi dire. In questo modo crei connessione e ti assicuri che il bambino ti stia ascoltando davvero, non solo sentendo la tua voce in sottofondo.

Disciplina coerente: perché è fondamentale per farsi ascoltare

Mamma e figlia sedute a terra che sorridono - Come farsi ascoltare dai bambini

Oltre a come parliamo, conta molto l’approccio generale alla disciplina. Alcuni aspetti, se coerenti nel tempo, riducono drasticamente la necessità di urlare

Mantieni regole costanti: la prevedibilità aiuta i bambini

I bambini imparano attraverso la ripetizione. Regole chiare e costanti sono più facili da interiorizzare e rendono l’ambiente prevedibile. Quando un bambino sa cosa aspettarsi dagli adulti e dall’ambiente, si sente più sicuro. E un bambino che si sente al sicuro è più regolato emotivamente e più disponibile a collaborare.

Parole e fatti: perché dire non basta

Un concetto che trovo molto utile è la differenza tra richiesta e limite.

Una richiesta è: “Non saltare sul divano.” Un limite è: “Sul divano si sta seduti. Ti aiuto a scendere.”
E, se necessario, accompagni fisicamente il bambino a scendere.

Le richieste ripetute sono quelle che ci sfiniscono e ci portano a urlare. I limiti chiari, invece, aiutano il bambino a capire e interiorizzare la regola, anche quando piange perché non gli piace.

Conseguenze naturali: cosa sono e perché funzionano

Le conseguenze naturali sono uno strumento molto potente e si oppongono alle punizioni.

Una punizione è: “Se lanci il giocattolo, stasera niente cartoni.” Non c’è una relazione tra causa ed effetto e il bambino non impara nulla. Una conseguenza naturale è: “Se lanci il giocattolo, te lo tolgo, perché non è così che si usa.”

In questo modo il bambino comprende che a ogni azione corrisponde una conseguenza logica e coerente. Se vuoi approfondire questo tema, trovi qui un articolo dedicato alle conseguenze naturali.

Conclusione

Farsi ascoltare senza urlare non significa essere permissivi, ma comunicare in modo più efficace e rispettoso, tenendo conto di come funziona davvero il cervello dei bambini piccoli. È un percorso fatto di consapevolezza, pratica e piccoli cambiamenti quotidiani.

Se hai bisogno di supporto persnoalizzato contattami per prenotare una consulenza e affrontare insieme la difficoltà che stai attraversando.




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