Mamma con due bambini di età diverse abbraccia entrambi

Come addormentare due bambini di età diverse: cosa sta funzionando per noi

Da quando è nato Liam, il nostro secondo bambino, una delle domande che ricevo più spesso nei messaggi su Instagram e durante le consulenze è questa: come gestire il sonno dei bambini e la routine della nanna con due bambini di età diverse? Quando il mio compagno è a casa, seguendo il motto del “Divide et impera” le logistiche sono piuttosto semplici. Un bambino per ciascuno, seguendo i loro ritmi e bisogni. Quando sono da sola, invece, addormentare due bambini richiede un po’ più di immaginazione.

In questo articolo voglio condividere cosa sta funzionando per noi in questo momento: alcune strategie semplici che ci stanno aiutando a gestire i riposini durante il giorno e l’addormentamento serale con due bambini di età diverse, soprattutto quando sono da sola a casa.

Raffaella Rossi, The Montessori Diary

Mi presento…

Sono Raffaella Rossi,

Pedagogista, Insegnante Montessori, Autrice e Consulente del sonno.

Da anni accompagno i genitori a comprendere meglio il sonno dei loro bambini e a trovare soluzioni rispettose dei loro bisogni.

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Prima dei due bambini: la mia esperienza di mamma e consulente

L’esperienza con la mia prima figlia mi ha sicuramente aiutata molto. Scherzando, io e il mio compagno diciamo spesso che se siamo sopravvissuti ai primi mesi con Zara, possiamo sopravvivere a tutto. Forse è un po’ esagerato, ma una cosa è certa, Zara aveva idee molto chiare: no alla culla, no al passeggino, no al seggiolino della macchina, e decisamente no a qualsiasi persona che non fossi io. E possibilmente a casa, con le luci basse, rispettando gli orari e con il rumore bianco in sottofondo.

Queste difficoltà mi hanno spinto a informarmi sempre di più sul sonno dei bambini. Ho iniziato a leggere, studiare e approfondire, fino a intraprendere il percorso che mi ha portata a diventare consulente del sonno infantile. Questa formazione mi ha aiutata a capire qualcosa di fondamentale: ogni bambino ha bisogni diversi e il sonno è influenzato da molti fattori, tra cui il temperamento, le routine, le attività della giornata, lo sviluppo e tanto altro ancora. Mi ha anche permesso di lasciare andare tanti miti sul sonno dei bambini e di godermi al 100% le coccole di una bambina che, per addormentarsi serenamente, aveva bisogno soprattutto di una cosa: la mia vicinanza.

Ora, con due bambini, assieme alla mia consapevolezza e il mio approccio al sonno, anche le logistiche sono diverse. Gli equilibri cambiano e bisogna trovare nuove strategie per rispettare i bisogni di entrambi senza perdere la sanità mentale.

Gestire il sonno di due bambini: flessibilità e adattamento

La flessibilità diventa fondamentale quando si gestiscono due bambini, soprattutto se hanno età e bisogni diversi. Le esigenze cambiano continuamente: se il più grande frequenta l’asilo, gli spostamenti sono spesso legati a orari che non possiamo decidere. Il livello di rumore in casa è più difficile da controllare e la logistica si complica un po’.

A volte l’unico modo per mantenere un equilibrio è adattare almeno in parte le esigenze del più piccolo a quelle del resto della famiglia. Bilanciare i bisogni di tutti non è sempre facile, ma con un po’ di flessibilità è possibile trovare soluzioni che funzionano e gestire due bambini senza impazzire completamente.

fratello e sorella pronti per andare a dormire - come gestire l'addormentamento con due bambini

Dove far dormire il neonato: sfruttare spazi diversi durante la giornata

Un po’ per necessità e un po’ perché abbiamo avuto la fortuna che Liam sia più adattabile agli spazi del sonno rispetto alla sorella, abbiamo imparato a sfruttare diversi ambienti a seconda delle situazioni. Durante la giornata utilizziamo vari spazi per i suoi riposini, cercando di adattarci ai nostri spostamenti e allo stesso tempo di favorire il suo sonno il più possibile.

C’è però un posto in cui riesce quasi sempre a dormire più a lungo: nel marsupio con me. Se Zara è all’asilo, cerco di fare in modo che almeno uno dei suoi riposini avvenga proprio lì. Al momento della pubblicazione di questo articolo Liam ha 7 mesi e dorme circa 4–5 ore al giorno, distribuite tra 2 e 4 riposini. Per ragioni logistiche, almeno uno di questi avviene spesso in macchina o nel passeggino, quando dobbiamo andare a prendere Zara all’asilo. Quando invece lei è a casa e il livello di rumore è inevitabilmente più alto, optiamo più facilmente per una nanna nel passeggino. Il movimento lo aiuta a collegare meglio i cicli del sonno e a dormire un po’ più a lungo.

Insomma, quello che cerchiamo di fare è semplice: assicurarci che almeno uno dei riposini avvenga nel contesto in cui riesce a dormire più a lungo, cioè nel marsupio o nel passeggino. Gli altri avvengono dove funziona meglio dal punto di vista logistico.

Flessibilità negli orari dei riposini: come adattarsi ai bisogni di due bambini

Oggi non rinnego completamente il concetto di finestre di veglia: possono essere una guida utile, soprattutto per i genitori alle prime armi. Ma restano pur sempre delle medie statistiche. I bisogni dei bambini sono molto diversi tra loro e cambiano anche di giorno in giorno. Per questo è molto più utile imparare ad osservare i segnali di stanchezza dei nostri bambini, invece di cercare di farli rientrare rigidamente in una tabella che non tiene conto della loro unicità.

Zara, la mia prima bambina, ha pianto moltissimo nei primi mesi di vita. Dormiva non più di 35–40 minuti per volta e ogni addormentamento era accompagnato da almeno 10–15 minuti di pianto. Esausti, abbiamo iniziato a cercare informazioni e molti articoli suggerivano che probabilmente arrivasse all’orario della nanna troppo stanca. Così ho iniziato a tracciare meticolosamente le sue finestre di veglia, nel tentativo di trovare la combinazione perfetta che le permettesse di addormentarsi più serenamente. Purtroppo, tutti questi tentativi sono serviti a poco: Zara ha continuato a piangere ad ogni addormentamento… fino a quando, un giorno, semplicemente ha smesso.

Conoscere i segnali di stanchezza ci aiuta anche a gestire meglio gli orari dei riposini. Per esempio, se devo andare a prendere Zara alle due all’asilo, mi è capitato di aspettare qualche minuto prima di far addormentare Liam, anche se iniziava a mostrare segni di stanchezza. Posticipare il riposino di dieci minuti è spesso meglio che farlo addormentare e poi svegliarlo subito dopo per salire in macchina. Allo stesso modo, quando Zara è a casa cerco di far coincidere i loro riposini pomeridiani. Questo permette ad entrambi di dormire più a lungo senza disturbarsi a vicenda… e a me di godermi un’ora di meritato silenzio.

mamma addormenta il suo neonato nel marsupio

Quando un riposino va storto: accettare che non tutto sia perfetto

Con Zara, la mia prima bambina, ero molto più rigida sugli orari del sonno. Ero quasi ossessionata dalle finestre di veglia e dall’idea di trovare la combinazione perfetta che avrebbe garantito un addormentamento sereno e riposini regolari. Quando qualcosa non andava secondo i piani – un riposino troppo corto, un addormentamento difficile – Zara era spesso di cattivo umore. E, inevitabilmente, finivo per lasciarmi condizionare anche io. La giornata prendeva una piega storta e mi sembrava di aver sbagliato qualcosa.

Con due bambini ho imparato, un po’ per scelta e un po’ per necessità, ad essere più flessibile anche mentalmente. Se un riposino va storto, cerco semplicemente di fare del mio meglio per migliorare il prossimo. A volte basta un po’ di movimento, un ambiente più tranquillo o un orario leggermente diverso.

Quello che cerco di non fare più è lasciare che un riposino difficile determini l’umore di tutta la giornata.

La perfezione, soprattutto quando si parla di sonno dei bambini, non esiste. E non dovrebbe nemmeno essere il nostro obiettivo. Quello che possiamo fare è osservare i nostri bambini, adattarci quando serve e cercare ogni giorno di trovare un equilibrio che tenga conto dei bisogni di tutti.

Piccoli accorgimenti per i riposini pomeridiani

Oltre alle questioni logistiche, ci sono anche alcune piccole strategie che possiamo utilizzare per favorire i riposini pomeridiani quando in casa ci sono due bambini. Vediamone alcune.

Creare un’ambientazione tranquilla per i nap pomeridiani

La seconda parte del pomeriggio, che di solito coincide con il ritorno di Zara dall’asilo, è quasi sempre la più difficile da gestire. La stanchezza inizia a farsi sentire per tutti, ci sono alcune cose irrinunciabili da fare (preparare la cena, avviare la routine della sera) e le emozioni post-asilo sono spesso intense. Far addormentare Liam, se ne ha bisogno proprio in quelle ore, non è sempre semplice.

Quando siamo a casa, una delle prime cose che faccio è ridurre l’illuminazione artificiale e mantenerla il più possibile soffusa. Abbiamo sostituito la luce del soffitto con alcune lampade posizionate negli angoli del salotto, in modo che illuminino la stanza in modo più dolce, senza colpire direttamente gli occhi. Questo aiuta non solo Liam ad addormentarsi, ma anche Zara a rilassarsi dopo la giornata all’asilo. Cerchiamo anche di ridurre i rumori al minimo, lasciando spesso il silenzio in sottofondo oppure scegliendo musica rilassante a basso volume.

Coinvolgere il fratello più grande mentre il piccolo si addormenta

fratello e sorella si tengono la mano

Ci sono momenti in cui Liam fa davvero fatica ad addormentarsi e l’unica soluzione è spostarmi in un’altra stanza e abbassare le luci per creare un ambiente più tranquillo. In quei casi cerco sempre di coinvolgere Zara, invece di lasciarla da sola. Non ama restare da sola, soprattutto quando fuori è buio e la casa è meno illuminata. Per questo le spiego semplicemente cosa sta succedendo: le dico che il fratellino è stanco e che devo aiutarlo ad addormentarsi.

A quel punto le offro alcune opzioni. A volte mi basta spostarmi nel corridoio, che è collegato al salotto, così Zara può continuare a vedermi mentre gioca. Altre volte le chiedo se vuole venire in camera con noi. Quando succede, le chiedo solo di non portare giochi rumorosi. Di solito sceglie i suoi pupazzi preferiti e viene a metterli a dormire accanto a noi. Mi osserva mentre aiuto Liam ad addormentarsi e spesso prova a imitare i miei movimenti con i suoi pupazzi. Qualche mese prima della nascita di Liam abbiamo anche comprato un piccolo marsupio per le bambole e un passeggino giocattolo. Sono diventati degli alleati preziosi: mentre io mi occupo di Liam, Zara si prende cura dei suoi pupazzi e riproduce gli stessi gesti. È un modo semplice per coinvolgerla e farla sentire parte di quello che sta succedendo, invece che esclusa.

Spesso i fratelli maggiori vogliono semplicemente sentirsi inclusi. Quando trovano uno spazio dentro a quello che stiamo facendo, la situazione diventa molto più semplice per tutti.

La routine serale che funziona per noi

Addormentare prima il più piccolo: strategia serale con due bambini

Quando liam aveva solo pochi mesi, il problema non si poneva. Mi bastava attaccarlo al seno, e lui se ne stava tranquillo, tranquillo mentre mi accovacciavo vicino a Zara per farla addromentare. Ma da qualche mese, il seno non sembra più bastare ed ha bisogno di essere cullato per rilassarsi. Inoltre, è diventato molto più vocale, e se è sveglio, far addormentare Zara diventa molto complicato. Per quello, la strategie che funziona di più la sera, è far addormentare prima lui e poi Zara. Di solito, lo faccio quando Zara sta facendo il bagnetto. Il bagno fortunatamente attaccato ad un corridioio in cui posso abbassare le luci pur rimanendo abbastanza vicina alla porta. Questo mi permette di far addormentare lui e allo stesso tempo, supervisionare Zara nella vasca. Quando poi lei è uscita della vasca, lo metto nel suo letto, accendo il monitor e mi sposto nell’altra stanza per far addormentare Zara.

Trovare un equilibrio tra i bisogni di entrambi

Ci sono sere in cui Liam non è ancora pronto a dormire. In quei casi iniziamo semplicemente leggendo le storie tutti insieme. A volte Liam rimane sul letto con noi, altre volte porto qualche giochino tranquillo da mettere a terra, così può intrattenersi mentre io dedico un po’ più di attenzione a Zara durante la lettura. Quando arriva il momento di spegnere la luce, di solito ho due opzioni: offrire il seno a Liam e sperare che rimanga tranquillo, oppure usare il marsupio.

Questa seconda soluzione non è la preferita di Zara, perché non mi permette di distendermi accanto a lei come faccio di solito. In quei casi accendo una piccola luce sul pavimento, in modo che possa comunque vedermi, e rimango in piedi vicino al letto. Una cosa che ama molto, quando non riesco a stare sdraiata accanto a lei, è ascoltare la mia voce mentre si addormenta. Le chiedo di chiudere gli occhi e le racconto la “storia della sua giornata”, come se fosse una favola:

“Questa è la storia di una bambina che si chiama Zara. Zara si sveglia la mattina e corre in cucina a cercare la mamma…”

Ripercorrere la giornata in forma di storia aiuta molti bambini a rilassarsi, perché dà ordine agli eventi vissuti e li accompagna gradualmente verso il sonno.

Altre volte, invece, mi chiede un massaggio sulla schiena. Non è l’opzione più comoda per me quando ho Liam nel marsupio, ma spesso si addormenta in pochi minuti e riesco comunque a offrirle almeno una parte di quel contatto di cui ha bisogno.

Conclusione

Gestire il sonno di due bambini con età diverse può sembrare una sfida impossibile, ma con un po’ di flessibilità e osservazione è possibile trovare un equilibrio che funziona per tutta la famiglia.

Durante il giorno, sfruttare spazi diversi, adattare gli orari dei riposini e accettare che non tutto andrà sempre secondo i piani permette di ridurre lo stress e far dormire meglio sia il più piccolo sia il fratello maggiore. La sera, creare un ambiente tranquillo, coinvolgere il fratello o la sorella maggiore in attività tranquille e usare strategie come raccontare la giornata in forma di favola o offrire piccoli gesti di contatto aiutano a far addormentare entrambi senza conflitti. Ricorda: la perfezione non esiste! Osservare i segnali di stanchezza, adattarsi alle esigenze di ciascun bambino e bilanciare i bisogni della famiglia è il modo migliore per affrontare i riposini e la nanna serale.

Se stai affrontando questa fase con due bambini, sappi che non sei sola: ogni famiglia trova il suo ritmo e le strategie che funzionano per loro. Prenditi il tempo per sperimentare, adattare e, soprattutto, goderti i momenti di vicinanza con i tuoi bambini anche durante il sonno.

Se hai bisogno di un supporto individuale e personalizzato, contattami per una consulenza individuale.

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