Cucinare con i bambini secondo il metodo Montessori: consigli pratici ed esperienza reale
Prima di diventare mamma, l’esperienza che avevo accumulato nel cucinare con i bambini era limitata alle classi Montessori: preparazione della merenda e, ogni tanto, il pane o una semplice torta, in genere con bambini di 3 e 4 anni. Farlo a casa ha portato con sé una serie di difficoltà diverse.
I primi due anni di vita, la mia bambina più grande li ha passati attaccata a me. Dormiva di giorno nel marsupio, di notte nel lettone incollata a me, e in qualsiasi altro momento della giornata mi cercava costantemente. Poco interessata ai giochi che le proponevamo, preferiva di gran lunga esplorare le mensole basse della cucina e i cassetti delle camere. E, ovviamente, dove non poteva arrivare da sola, usava me come portantina per vedere tutto. Il suo punto di interesse maggiore? La cucina.
Ho iniziato a cucinare con lei per pura necessità e, solo con il passare del tempo, ne ho riconosciuto il valore immenso.
In questo articolo ti racconto la mia esperienza e condivido consigli pratici per cucinare con i bambini secondo il metodo Montessori: dai benefici, alle difficoltà iniziali, fino alle strategie che hanno funzionato davvero per noi.

Mi presento…
Sono Raffaella Rossi,
Pedagogista, Insegnante Montessori, Autrice e Consulente del sonno.
Se vuoi riceve altri consigli sull’educazione dei bambini e il metodo Montessori, ascolta il Podcast Gentile.
Perché cucinare con i bambini: i benefici secondo il metodo Montessori
Cucinare con i bambini piccoli non è mai semplice: può portare caos, rallentarci e farci sentire sovraccarichi. Eppure, cucinare è una di quelle attività Montessori che non smetto di consigliare ai genitori. I benefici sono enormi, per i bambini e anche, nel lungo termine, per i genitori. Andiamo a vederne alcuni.
Cucinare con i bambini piccoli migliora il rapporto con il cibo
Uno degli aspetti che si considera troppo poco nell’introduzione del cibo solido è l’esposizione sensoriale e la possibilità di manipolare il cibo. Il periodo dello svezzamento, che inizia attorno ai 6 mesi è, in questo senso, importante, ma ciò che accade dopo lo è altrettanto. In particolare, la fase in cui i bambini iniziano a rifiutare nuovi alimenti o a sviluppare preferenze molto selettive, che possono mettere in difficoltà i genitori.
Il rifiuto di alcuni cibi può iniziare intorno ai 18-20 mesi e proseguire fino ai 3 o 4 anni. Coinvolgere i bambini in cucina offre loro la possibilità di esplorare consistenze e odori, stimolando curiosità e familiarità. Per i bambini più sensibili o diffidenti, è anche un modo per avvicinarsi al cibo lontano dal momento del pasto, senza pressione. Preparare insieme contribuisce a trasformare il momento del mangiare in un’esperienza di scoperta e condivisione.
Abilità manuali e resilienza
Quando osservo mia figlia intenta in una comune attività Montessori in cucina, come togliere la buccia di un mandarino o provare e riprovare a tagliare una verdura particolarmente dura, vedo due cose: da una parte, delle manine al lavoro che ogni giorno diventano più forti, coordinate e capaci. Dall’altra, la voglia di provare ancora, di non arrendersi davanti alla difficoltà. Entrambe queste competenze sono fondamentali e accompagneranno il bambino negli anni a venire.
Autonomia e autostima
La soddisfazione di un bambino che riesce finalmente a fare qualcosa di difficile continua a emozionarmi, ancora oggi, dopo tanti anni in classe e con due bambini piccoli a casa. Provare, incontrare una difficoltà e superarla non sviluppa solo resilienza, ma alimenta anche l’autostima. Il bambino costruisce un’immagine di sé positiva, che dice: “posso fare cose difficili, posso provare e non mollare”.
Concentrazione e ascolto
Questo è forse uno degli aspetti più sottovalutati. I bambini piccoli fanno fatica a seguire le istruzioni, non perché siano “monelli” o non vogliano ascoltare, ma perché spesso il loro impulso è più forte, e perché a livello cognitivo non sono ancora pronti per sequenze come: ascolto, comprendo, metto in pratica.
Seguire istruzioni, semplici o più articolate — come “prendi il libro e mettilo sullo scaffale” oppure “taglia le verdure e mettile nella pentola” — è un traguardo importante. Come ogni abilità, richiede pratica. E la cucina è un contesto perfetto per allenare queste competenza.
Pazienza e capacità di aspettare
Hai mai pensato a quanta pazienza richieda cucinare? Pensa, ad esempio, alle torte o ai biscotti. Il tuo bambino ha già fatto uno sforzo importante: ha ascoltato, seguito le istruzioni, versato gli ingredienti, mescolato. E poi? Poi deve aspettare. Aspettare che il dolce cuocia, e spesso anche che si raffreddi, mentre un profumo delizioso riempie la cucina.
Cucinare con i bambini seguendo il metodo Montessori allena proprio questo: la capacità di aspettare prima di ottenere una gratificazione. In un mondo in cui tutto è immediato e facciamo di tutto per evitare il disagio, imparare a stare nell’attesa è una competenza preziosa.

La nostra esperienza: cosa è stato davvero difficile all’inizio
Ora che ti ho convinto di quanto ne valga la pena, iniziamo con la parte più complicata: le difficoltà che abbiamo incontrato, soprattutto all’inizio.
Ho iniziato a cucinare con Zara quando era ancora piccolissima. Lei inconsapevole, nel marsupio, e io ai fornelli. Il vero coinvolgimento è iniziato quando ha cominciato a camminare. Il problema? Non l’avevo mai fatto prima. Non avevo idea di cosa aspettarmi, né di come organizzarmi con una bambina di 14 mesi che voleva fare tutto, toccare anche quello che non aveva davanti e con ancora poca manualità.
La mia mancanza di organizzazione
Il primo problema è stato proprio questo: non essendomi mai trovata in questa situazione, mi organizzavo male. Mettevo tutto in mezzo, iniziavo a preparare senza pensare prima a come strutturare l’attività. In realtà, questa è sempre stata una mia caratteristica in cucina: inizio a preparare una torta senza aver letto bene la ricetta o senza aver controllato di avere tutti gli ingredienti. Tiro fuori mille pentole e poi mi accorgo che la lavastoviglie deve ancora essere svuotata.
La disorganizzazione rende cucinare con i bambini piccoli molto più complicato. Spendere qualche minuto per decidere come organizzare il lavoro, può non solo velocizzare il processo e contenere il disordine, ma anche farci sentire più preparati e in controllo. Questo è stato uno degli aspetti su cui ho dovuto lavorare di più e su cui, nei prossimi paragrafi, troverai diversi consigli pratici.
Caos e tempi lunghi
Vorrei dirti che il caos succede solo all’inizio, ma mentirei. Quando io e Zara prepariamo i pancake per la colazione, mi ritrovo ancora con la farina ovunque e parecchio da pulire.
Qual è la differenza, allora? Che nel tempo molte cose sono cambiate. Prima di tutto, siamo diventate più veloci. Cucinare con i bambini piccoli può allungare i tempi, soprattutto se vogliamo lasciarli fare il più possibile. Seconda cosa, le loro abilità manuali sono ancora limitate e i piccoli o grandi “incidenti” fanno parte del processo. Quando accadono, Zara sa già cosa fare e ama prendersi cura degli spazi aiutandomi a pulire. Tutto questo ha aumentato il suo senso di responsabilità e cura per gli spazi in cui vive, tutte qualità che ritengo molto importanti.
Mantenere la calma
I piccoli disastri succedono ed è parte del processo. La farina finisce fuori dalla ciotola, l’uovo si rompe male. Questo, in realtà, non è mai stato il problema principale per me. Quello che trovavo più difficile da gestire e che mi innervosivano molto, erano i comportamenti intenzionali.
Ricordo ancora una mattina: avevo tagliato delle verdure e Zara, con grande cura, le aveva trasferite nella pentola. Tutto sembrava andare bene. Poi mi sono girata un attimo e lei ha deciso di svuotare tutto per terra. Perché l’ha fatto? Difficile dirlo. I bambini piccoli sono guidati dall’impulso e spesso agiscono per vedere cosa succede dopo, o come reagiamo noi. Rimanere calmi, in quei momenti che sembrano vere e proprie provocazioni, è davvero difficile. Queste difficoltà non mi hanno fermata: ho continuato a provare e, tentativo dopo tentativo, abbiamo trovato ciò che funziona meglio per noi.
Ed è proprio da lì che sono nate le strategie che voglio condividere con voi.

Cosa ha funzionato davvero per noi
Preparare l’ambiente prima di iniziare
Questo tipo di preparazione dell’ambiente è un principio chiave del metodo Montessori e l’esperienza, mi ha aiutato a capire quanto sia importante. L’organizzazione riguarda prima di tutto gli spazi che andremo a utilizzare, che dovrebbero essere il più possibile liberi da oggetti non necessari. I bambini piccoli possono velocemente diventare troppo stimolati e sentirsi “fuori controllo”. Questo rende ancora più difficile ascoltarci e seguire le nostre istruzioni.
Preparare in anticipo significa anche predisporre gli ingredienti, a volte già nelle quantità che useremo. Questo è particolarmente utile quando prepariamo, ad esempio, una torta o dei biscotti, che richiedono dosi precise. Ma non solo: aiuta anche a limitare il caos e gli sprechi. Perché 300 grammi di farina per terra sono certamente meglio di un chilo e mezzo! Con il tempo potremmo iniziare anche a coinvolgere i bambini nella pesatura: Zara a 3 anni e mezzo è molto interessata ai numeri e ama contare il numero di cucchiai e inizia anche a leggere i numeri sulla bilancia.
Preparare noi stessi
Anche questo è un aspetto fondamentale del metodo Montessori, che incoraggia l’adulto alla riflessione prima dell’interazione con i bambini. In particolare, per quanto riguarda il cucinare con i bambini, dobbiamo essere mentalmente pronti al fatto che gli incidenti ci saranno e che servirà più tempo del previsto per cucinare.
Per questo può essere utile non arrivare all’ultimo minuto con la cena, ma prendersi un po’ di anticipo e vivere questo momento come un’attività da fare insieme. La fretta non aiuta mai! Prima di iniziare, può anche aiutare farsi una domanda semplice: sono nella condizione giusta per farlo? Mi sento calmæ, oppure stressatæ e stancæ dopo la giornata? Essere preparati e consapevoli aiuta a mantenere la calma e affrontare con positività le difficoltà.
Semplificare i pasti
Semplificare, per me, è stato abbastanza naturale: non sono mai stata una cuoca da ristorante stellato. Ma quando si cucina con i bambini, soprattutto quando sono piccoli, può fare una grande differenza scegliere pasti semplici, che non richiedano troppi passaggi né troppi ingredienti. Questo aiuta a mantenere lo stress sotto controllo e rende l’esperienza più gestibile per tutti.
Dividere i compiti
La divisione dei compiti ha fatto davvero la differenza per noi. Non c’è sempre bisogno di coinvolgere i bambini in ogni fase della preparazione. Alla fine, quello che desiderano davvero è sentirsi partecipi. E, a volte, basta molto meno di quanto pensiamo. Può essere semplicemente trasferire le verdure nella pentola mentre noi le tagliamo, oppure togliere la buccia dell’aglio. Magari il nostro bambino non è ancora pronto per preparare una torta dall’inizio alla fine, ma può aiutarci a versare il latte che abbiamo già misurato nella ciotola con gli altri ingredienti. Questo permette al bambino di soddisfare il bisogno di starci vicino, ma evita di mettere troppo stress su di noi.
Stabilire limiti chiari e comunicare le aspettative
A volte ci aspettiamo che i bambini sappiano già come comportarsi. Ma, soprattutto quando ci avviciniamo a un’esperienza nuova e con diversi livelli di difficoltà, è importante non solo spiegare le regole, ma anche dire chiaramente cosa ci aspettiamo da loro prima di iniziare. Possiamo, ad esempio, ricordare che la farina deve rimanere nella ciotola, oppure spiegare passo dopo passo cosa faremo: Ora mettiamo la zucchina sul tagliere e poi la tagliamo con questo coltello” “Il coltello rimane sul tavolo”. Rendere le regole chiare e ripeterle durante il processo, ci aiuta anche a stabilire delle conseguenze chiare: “se non segui le mie istruzioni, devo continuare da solæ.”.
Allo stesso modo, per quanto riguarda gli utensili, è utile anche mostrare concretamente come utilizzarli, in modo da evitare incidenti e incomprensioni.
Se desideri approfondire il tema della comunicazione, io e Miriam Capurso abbiamo creato un webinar proprio su questo argomento.
Essere pronti ai piccoli disastri
Come detto più volte, un po’ di caos è inevitabile quando si cucina con i bambini. Prepararsi in anticipo alla possibilità che qualcosa vada storto rende molto più facile gestire la situazione, se necessario. Basta davvero poco: un rotolo di carta da cucina, uno spray pulente e una spugna bagnata sono strumenti semplici ma fondamentali per cucinare con i bambini in maggiore serenità.
Ancora meglio se diamo ai bambini la possibilità di aiutarci a sistemare. La cura della casa è un aspetto importantissimo del metodo Montessori: offre molte opportunità di apprendimento e supporta il bambino nello sviluppo del senso di responsabilità.

Strumenti e mobili Montessori che aiutano davvero
Torre montessoriana: serve davvero?
Quando Zara ha iniziato a mostrare interesse per la cucina, abbiamo preso in considerazione l’idea di acquistare una torre montessoriana. La nostra cucina, però, non ha molto spazio e l’unico punto in cui avremmo potuto posizionarla era troppo vicino ai fornelli. Zara aveva poco più di un anno e non aveva ancora la consapevolezza necessaria per muoversi in sicurezza.
Abbiamo quindi optato per un tavolino basso, su cui ho spostato la preparazione dei cibi. Rendere l’ambiente a misura di bambino è un principio fondamentale del metodo Montessori, ma non significa necessariamente rendere accessibili tutti gli spazi. Quel tavolino, nel tempo, è diventato molto più di un piano di lavoro: è il luogo in cui prepariamo la merenda, dipingiamo, disegniamo e svolgiamo tante altre attività.
Insomma, il mio parere sulla torre montessoriana è questo: la consiglio solo se si adatta davvero allo spazio che avete a disposizione e vi fa sentire sicuri. Vale anche la pena investire in un modello di buona qualità. Quelle più economiche, infatti, tendono a essere leggere e, dal mio punto di vista, non abbastanza stabili. Se, invece, cercate una soluzione più economica e versatile, il tavolino basso può essere un’ottima alternativa.
Utensili a misura di bambino
Le classi montessoriane sono progettate pensando ai bambini al 100%: alle loro mani, alla loro forza, alle loro abilità. Le sedie sono leggere e facili da spostare in autonomia, le brocche sono della dimensione giusta per essere afferrate e utilizzate senza difficoltà.
Ogni volta che un insegnante sceglie un oggetto, si chiede se permetterà a un bambino di svolgere un’attività con successo. Lo stesso principio possiamo portarlo anche in cucina. A seconda di ciò che cucinerete insieme ai vostri bambini, può essere utile avere alcuni strumenti semplici, pensati per loro:
- un set di coltelli adatti ai bambini
- una piccola brocca
- una frusta
- ciotole di dimensioni ridotte
- una spugna
Se stai pensando di iniziare a cucinare con i tuoi bambini, il mio consiglio è semplice: inizia in piccolo.
Non serve fare tutto perfettamente, né coinvolgerli in ogni passaggio. Basta creare occasioni, anche semplici, in cui possano partecipare davvero. Ci saranno momenti di caos, errori e frustrazione, ma anche tanta soddisfazione, connessione e crescita condivisa. E, con il tempo, ti accorgerai che cucinare insieme non è solo un’attività… ma uno spazio di relazione.
Se senti che hai bisogno di più supporto per creare routine più serene con il tuo bambino, puoi scoprire le mie consulenze qui…
