bambino seduto sul vasino.

Regressioni nello spannolinamento: perché sono normali

Le regressioni nello spannolinamento sono uno dei momenti che più mettono in difficoltà i genitori. Che si tratti di un bambino che improvvisamente si rifiuta di sedersi sul vasino o che ricomincia a fare la pipì addosso dopo mesi senza incidenti, queste situazioni portano spesso con sé dubbi, frustrazione e senso di colpa.

In questo articolo voglio condividere la mia esperienza di mamma e insegnante, nata dal lavoro con centinaia di bambini e famiglie accompagnati nel loro percorso di crescita verso l’autonomia e l’indipendenza.

Uso intenzionalmente la parola indipendenza perché, per comprendere davvero le regressioni nello spannolinamento, è importante prima capire che cosa rappresenti realmente il percorso di spannolinamento: non semplicemente togliere il pannolino, ma accompagnare il bambino verso una maggiore consapevolezza del proprio corpo, dei propri bisogni e della cura di sé.

Se vuoi approfondire le attività di cura della persona nel metodo Montessori, leggi questo articolo.

Raffaella Rossi con la figlia sulle spalle

Mi presento…

Sono Raffaella Rossi,

Consulente Montessori e del Sonno Infantile, Insegnante e Autrice.

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La nostra esperienza con le regressioni nello spannolinamento

Bambina seduta a terra con un vasino vicino

Come vi ho raccontato in questo articolo, Zara ha iniziato ad usare il vasino quando aveva appena 7 mesi. È stato un percorso iniziato presto, ma senza alcuna fretta: abbiamo seguito i suoi bisogni, lasciandole il tempo di familiarizzare con il vasino e aspettando che tutti fossimo pronti per affrontare lo spannolinamento in modo più completo.

Quel momento è arrivato quando Zara aveva circa due anni e mezzo ed è stato un passaggio piuttosto sereno. Era già abituata a trascorrere momenti senza pannolino e ad usare il vasino, e dopo qualche giorno di assestamento — insieme a un po’ di supporto e osservazione da parte nostra — ha iniziato a gestire in modo abbastanza autonomo i propri bisogni. Dopo alcuni mesi, abbiamo deciso di togliere il pannolino anche durante la notte.

Per quasi un anno la situazione è rimasta stabile, con soltanto qualche raro incidente. Poi, all’improvviso, ha iniziato a bagnarsi di nuovo più volte a settimana, sia di giorno che durante la notte. Ha iniziato a trattenere la pipì fino all’ultimo momento e a rifiutarsi di andare in bagno anche dopo molte ore.

La mia prima reazione è stata la stessa che vedo spesso nelle consulenze con i genitori: panico, ansia, preoccupazione. Che cosa sta succedendo? Abbiamo sbagliato qualcosa? È una regressione nello spannolinamento? Se è capitato anche a voi, sono sicura vi riconoscerete in queste emozioni, su cui vale la pena soffermarci. Ma prima di parlare di questo, credo sia importante fermarci un momento e capire che cosa siano davvero le regressioni nello spannolinamento e cosa stia accadendo, nella maggior parte dei casi, quando un bambino ricomincia a fare la pipì o la cacca addosso.

Perchè non amo il termine regressione

Regredire significa tornare indietro e, riferita allo sviluppo, sembra descrivere un momento in cui il bambino perde abilità, non è più capace. Ha un carico emotivo negativo, che trasforma la crescita in una performance, in tappe che il bambino è più o meno bravo a raggiungere. Insomma, l’avrai capito: la parola regressione, che sia associata al sonno, allo spannolinamento o al comportamento, proprio non mi piace. Approfondiamo le ragioni per cui, oltre a non piacermi, la trovo poco appropriata e inefficace.

Lo sviluppo non è lineare

Siamo abituati a immaginare lo sviluppo del bambino come una serie di tappe disposte lungo una linea dritta che procede sempre in avanti. Ma lo sviluppo infantile raramente funziona così. Le abilità si sovrappongono, si intrecciano e si influenzano continuamente tra loro. La crescita di un essere umano è troppo complessa per essere ridotta a un percorso lineare.

Assomiglia molto di più a delle montagne russe: ci sono momenti di slancio, altri in cui si rallenta, fasi di apparente stallo e improvvise accelerazioni. E anche quando sembra che non stia succedendo nulla, in realtà il bambino continua a crescere, maturare e sviluppare nuove competenze.

Spannolinamento: un insieme di abilità diverse

Nel metodo Montessori non si guarda soltanto al momento in cui togliamo il pannolino, ma al percorso che accompagna il bambino verso l’indipendenza e la capacità di prendersi cura del proprio corpo. Questo percorso inizia fin dalla nascita e, il momento in cui il bambino smette di usare il pannolino è solo una piccola parte di questo processo.

Per raggiungere l’autonomia in bagno entrano in gioco competenze molto diverse tra loro: fisiche, emotive, comunicative e relazionali. E tutte devono coordinarsi nel momento giusto, spesso in pochi secondi, quando arriva lo stimolo del corpo. Basta che uno di questi aspetti sia temporaneamente più fragile o fuori fase — magari perché il bambino sta attraversando un cambiamento, un periodo emotivamente intenso o una fase di grande sviluppo in altri ambiti — perché possano comparire più incidenti o difficoltà nel gestire il proprio corpo.

Il valore delle parole che usiamo

La parola regressione ha una connotazione fortemente negativa e rischia di farci rimanere bloccati nella fatica, nella preoccupazione e in tutto quello che il bambino sembra non saper più fare. Ma se proviamo a togliere il giudizio positivo o negativo da queste situazioni, possiamo iniziare a vedere questi momenti in modo diverso.

Gli incidenti, il rifiuto del vasino o le difficoltà nello spannolinamento non sono mai un segnale di fallimento. Molto spesso sono semplicemente periodi in cui il bambino ha bisogno di più supporto per gestire il proprio corpo, le proprie emozioni o i cambiamenti che sta attraversando.

Sono fasi che possono essere faticose, senza dubbio. Ma quando smettiamo di viverle come qualcosa di “sbagliato” e iniziamo a considerarle parte di un percorso più ampio, diventa più facile osservare il bambino con curiosità e cercare strategie che possano davvero aiutarlo.

Perché un bambino può ricominciare a fare la pipì addosso

Dentro quella che spesso definiamo “regressione nello spannolinamento” possono rientrare situazioni molto diverse tra loro: un bambino che improvvisamente arriva troppo tardi in bagno, che non che non vuole più sedersi sul vasino o che inizia a bagnare il letto durante la notte.

Molto spesso, però, queste situazioni sono meno gravi di quanto appaiano nel momento in cui le viviamo. A volte gli incidenti compaiono solo in alcuni contesti specifici: ad esempio all’asilo il bambino gestisce bene i propri bisogni, mentre a casa si bagna più frequentemente, oppure succede soltanto durante il gioco o nei momenti di maggiore stanchezza.

In molti casi è possibile osservare alcuni fattori che possono contribuire a rendere il bambino temporaneamente più fragile o meno sereno nella gestione del proprio corpo. Tra i più comuni troviamo:

  • cambiamenti familiari, come un trasloco, la nascita di un fratellino o nuove routine
  • l’inserimento all’asilo o alla scuola dell’infanzia, che può essere emotivamente intenso e richiedere tempo per sentirsi al sicuro nel nuovo ambiente
  • stanchezza, malattia o periodi di sonno disturbato
  • fasi di sviluppo molto intense, in cui il bambino sta concentrando energie e attenzione su nuove competenze

Per molti bambini di 3 o 4 anni, inoltre, il gioco diventa un’esperienza sempre più immersiva e coinvolgente. Talvolta sono così concentrati da trattenere la pipì fino all’ultimo momento, aspettando troppo prima di andare in bagno e non riuscendo poi ad arrivare in tempo. Questo non significa che abbiano “disimparato” o che non siano pronti, ma che altre esperienze stanno assorbendo gran parte delle loro energie, attenzione e capacità di autoregolazione.

Anche il controllo notturno può attraversare fasi di maggiore instabilità, soprattutto nei periodi di crescita, stanchezza o cambiamento.

Due fratellini seduti uno vicino all'altra

Cosa NON aiuta

La prima cosa che molti genitori mi chiedono durante le consulenze sulle regressioni nello spannolinamento è cosa possano fare per aiutare i loro bambini in questa fase.

Prima ancora di parlare di strategie pratiche, però, spesso mi soffermo su alcuni approcci che, anche se messi in atto con le migliori intenzioni, rischiano di aumentare la fatica e la tensione attorno allo spannolinamento. Quando ci sentiamo preoccupati o frustrati, è naturale cercare di “risolvere” rapidamente il problema. Ma proprio nei momenti in cui il bambino sembra fare più fatica, ciò di cui ha maggiormente bisogno è sentirsi accolto, sostenuto e compreso.

Quando un bambino ricomincia a fare la pipì addosso o ha più incidenti del solito, può essere difficile restare calmi. Soprattutto se siamo stanchi, sotto pressione o se la situazione va avanti da diversi giorni.

Frasi come:

  • “Ma ormai sei grande.”
  • “Lo sai fare.”
  • “Perché non me l’hai detto?”
  • “Hai fatto apposta?”

spesso nascono dalla frustrazione del momento, ma rischiano di creare vergogna, disagio e tensione attorno ai bisogni fisiologici del bambino. Ricorda che il tuo bambino sta attraversando un momento in cui gestire il proprio corpo richiede più energie, attenzione o supporto. Se percepisce giudizio o delusione, potrebbe diventare ancora più difficile ascoltare il proprio corpo con serenità.

La pressione

Molti genitori finiscono per mettere pressione senza nemmeno accorgersene. Ci sentiamo in ansia, vogliamo “risolvere ” il problema in fretta e, dopo diversi incidenti, iniziamo a ricordare continuamente al bambino di andare in bagno, a chiedere ogni mezz’ora se deve fare pipì, a insistere perché si sieda sul vasino “anche solo per provare”.

Questo approccio, purtroppo rischia di far sentire il bambino controolato, sotto osservazione e di trasmettere l’ansia che stiamo provando noi. Il controllo sfinterico è profondamente collegato anche al sistema nervoso e alla regolazione emotiva. Per questo motivo, un clima troppo carico di ansia o aspettative rischia di rendere tutto più difficile.

Cosa aiuta davvero

Quando un bambino ricomincia a fare la pipì addosso o attraversa una fase di maggiore difficoltà nello spannolinamento, spesso il nostro istinto ci porta a cercare una soluzione rapida: una strategia, una tecnica o qualcosa che possa “far tornare tutto come prima”. Ma molto spesso ciò che aiuta davvero non è aumentare il controllo, bensì creare attorno al bambino un ambiente più sereno, prevedibile e rassicurante. Anche piccoli cambiamenti nel modo in cui osserviamo, accompagniamo e comunichiamo possono fare una grande differenza.

Regola il tuo sistema nervoso e riconosci le tue ansie

Molto spesso i bambini non vivono gli incidenti con la stessa preoccupazione con cui li viviamo noi adulti. A metterci maggiormente in difficoltà sono spesso le emozioni che questi momenti fanno emergere dentro di noi:

  • la paura di aver sbagliato qualcosa
  • il timore che il bambino “non fosse pronto”
  • la pressione sociale
  • la stanchezza
  • la sensazione di stare tornando indietro

I bambini, però, percepiscono molto facilmente il nostro stato emotivo. Se attorno allo spannolinamento si crea un clima carico di ansia, tensione o frustrazione, anche gestire il proprio corpo può diventare più difficile. Per questo motivo, uno dei primi passi può essere proprio fermarci e chiederci: come sto vivendo io questa situazione? A volte regolare il nostro sistema nervoso, abbassare le aspettative e portarci fuori dalla modalità “emergenza” è già un modo concreto per aiutare il bambino.

Osserva senza giudicare

L’osservazione è uno degli strumenti più preziosi che abbiamo, il più utilizzato nel metodo Montessori e il primo consiglio che diamo a tutti i genitori. Invece di concentrarci soltanto sull’incidente, possiamo provare a chiederci:

  • quando succede più spesso?
  • ci sono situazioni specifiche in cui fa più fatica?
  • accade durante il gioco?
  • nei momenti di stanchezza?
  • dopo giornate molto intense?

A volte emergono piccoli pattern molto utili. Alcuni bambini, ad esempio, si bagnano più facilmente quando sono molto immersi nel gioco, altri nei momenti di transizione o quando le routine diventano meno prevedibili. Osservare non significa controllare continuamente il bambino, ma raccogliere informazioni che possano aiutarci a comprendere meglio i suoi bisogni e creare routine che sostengano in modo naturale la sua autonomia. Per esempio, potrebbe essere utile incoraggiare il bambino ad usare il bagno sempre prima di uscire di casa, all’uscita dell’asilo o ogni volta che si lava le mani. Le routine, una volta assimilate, fanno il lavoro per noi perchè normalizzano alcune azioni nella vita quotidiana rendendole automatiche e risparmiandoci di dover chiedere, ripetere o insistere.

Usa un linguaggio neutro

Il modo in cui reagiamo agli incidenti può influenzare profondamente il rapporto che il bambino costruisce con il proprio corpo e con lo spannolinamento. Quando il bambino si bagna, può essere utile descrivere semplicemente ciò che è successo, senza caricare il momento di emozioni troppo intense, negative o positive.

Per esempio, “Ti sei bagnato, andiamo a cambiarci.”, oppure: “La pipì è uscita prima di arrivare in bagno.”

Un linguaggio neutro aiuta il bambino a vivere questi momenti senza vergogna, senza paura di deludere l’adulto e senza trasformare l’uso del bagno in una performance da cui dipende approvazione o entusiasmo. Possiamo usare lo stesso approccio anche quando il bambino usa il vasino o il bagno, evitando di enfatizzare eccessivamente il risultato. L’obiettivo non è ottenere una prestazione, ma accompagnare il bambino verso una relazione sempre più consapevole e serena con il proprio corpo.

Co-regolazione e presenza

Nei momenti di maggiore fatica, molti bambini hanno bisogno soprattutto di sentirsi al sicuro. Offrire presenza, vicinanza emotiva e momenti positivi insieme può avere un impatto molto più profondo di quanto immaginiamo. Momenti di connessione, gioco condiviso, routine rassicuranti e conforto durante la disregolazione aiutano il sistema nervoso del bambino a ritrovare equilibrio e sicurezza. E spesso, quando un bambino si sente più regolato e sostenuto emotivamente, anche le difficoltà legate allo spannolinamento tendono gradualmente a ridursi.

mamma abbraccia il suo bambino - comunicazione gentile con i bambini

Perché le regressioni nello spannolinamento spaventano così tanto

C’è un’ultima riflessione che sento importante condividere, e riguarda noi genitori e le emozioni che viviamo durante queste fasi. Se segui il mio lavoro su Instagram o conosci i corsi e i libri creati insieme a Miriam Capurso, sai che credo profondamente che il lavoro più importante sia spesso quello che facciamo su noi stessi.

Come vi raccontavo prima, quando Zara ha iniziato ad avere di nuovo diversi incidenti, la mia prima reazione è stata di panico e ansia. Ho avuto bisogno di confrontarmi proprio con Miriam per riuscire a fare ordine nei miei pensieri. E la cosa curiosa è che non ha fatto altro che ricordarmi esattamente ciò che io stessa ripeto spesso ai genitori che accompagno nel percorso di spannolinamento. E’ normale preoccuparsi per i propri bambini. Ma ci sono alcune situazioni che sembrano toccare corde particolarmente profonde e che riescono molto facilmente a portarci in uno stato di allarme, dubbio e senso di colpa.

Il confronto con gli altri bambini

Non credo esista un genitore che non si sia mai confrontato, almeno una volta, con altri bambini o con altre famiglie. Succede continuamente: al parco, all’asilo, sui social, nelle conversazioni quotidiane con altri genitori. A volte il confronto nasce con un intento positivo, dal desiderio di ascoltare punti di vista diversi o capire come altre famiglie affrontano determinate difficoltà. Eppure, molto spesso, la nostra mente finisce per soffermarsi soprattutto su una cosa:

“Quel bambino lo fa già… e il mio no.”

Succede anche a me, eppure ogni volta cerco di ricordarmi che ogni bambino segue un percorso unico di sviluppo. Lo vedo chiaramente anche con i miei due figli: stesso ambiente, stessi genitori, stesse possibilità… ma temperamenti, bisogni e tempi completamente diversi. In alcune cose Liam sembra arrivare prima di Zara, in altre invece ha bisogno di più tempo. E questo non significa che uno sia più “avanti” o più “indietro” dell’altra.

Quando parliamo di regressioni nello spannolinamento, il confronto rischia di aumentare moltissimo l’ansia dei genitori. Per questo credo sia importante abbassare il volume del rumore che ci circonda, mettere da parte consigli e giudizi non richiesti e tornare ad osservare il bambino che abbiamo davanti

La paura di aver sbagliato

Lavoro a stretto contatto con bambini piccoli dal 2019. Ho accompagnato tantissime famiglie nel percorso verso l’autonomia e ho supportato molti bambini nella conquista dell’indipendenza in bagno, sia come insegnante sia attraverso consulenze e percorsi dedicati allo spannolinamento.

Eppure, quando mia figlia ha iniziato a bagnarsi di nuovo, sono andata nel panico. Che cosa sta succedendo? Sta bene? Abbiamo sbagliato qualcosa? Credo che molti genitori si riconosceranno in queste domande. Quando qualcosa sembra non andare come ci aspettavamo, tendiamo immediatamente ad assumerci tutta la responsabilità. Cerchiamo una spiegazione, una causa precisa, qualcosa che avremmo potuto fare meglio o evitare.

E non c’è dubbio che il modo in cui accompagniamo i bambini abbia un impatto importante sulla loro crescita. Ma credo sia fondamentale ricordare anche due cose: la prima è che non esiste quasi mai un rapporto diretto e lineare di causa-effetto. Gli esseri umani sono complessi e i fattori che influenzano lo sviluppo di un bambino sono moltissimi: fisici, emotivi, relazionali, ambientali. La seconda è che i bambini non hanno bisogno di genitori perfetti. Hanno bisogno di adulti presenti, disponibili ad osservare, a mettersi in discussione e a crescere insieme a loro.

Conclusione

Quando un bambino attraversa una fase di maggiore difficoltà nello spannolinamento, è facile avere la sensazione di stare tornando indietro. Gli incidenti ci spaventano, ci fanno dubitare di noi stessi e spesso ci portano a guardare soltanto quello che, in quel momento, sembra non funzionare più.

Ma crescere raramente significa andare sempre in linea retta. I bambini crescono oscillando, attraversando fasi diverse, consolidando competenze e cercando nuovamente supporto nei momenti di maggiore fatica. E anche il percorso di spannolinamento fa parte di questo processo.

Ricorda: gli incidenti non cancellano le competenze! E una fase difficile non definisce né il bambino né il genitore. La linea d’arrivo non è togliere il pannolino il prima possibile, ma accompagnare il bambino verso una relazione sempre più consapevole, autonoma e serena con il proprio corpo, i propri bisogni e la cura di sé.

Se senti di aver bisogno di più supporto durante questo percorso, insieme a Miriam abbiamo creato due percorsi dedicati allo spannolinamento gentile. Nel webinar e nel corso completo parliamo anche di regressioni nello spannolinamento, incidenti, resistenze, spannolinamento notturno, autonomia, pressione e routine, con uno sguardo rispettoso dei tempi e dello sviluppo del bambino.

Questa settimana i percorsi sono disponibili a prezzo speciale con il codice SPANNOLINO39.

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